DON CESENA IN OCCASIONE DELLA FESTA DEI RAGAZZI MISSIONARI

Scritto il 4 gennaio 2010

“L’educazione alla mondialità rappresenta per il nostro Paese un deterrente contro ogni forma di chiusura e pregiudizio nei confronti degli stranieri”. È questo il messaggio che don Gianni Cesena, direttore della Fondazione Missio, organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), ha lanciato in occasione della Solennità liturgica dell’Epifania del Signore, in cui si celebra “La Giornata dei Ragazzi Missionari”, promossa dalla Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria (Poim). “Lo slogan che abbiamo scelto quest’anno è ‘La buona notizia viaggia senza passaporto’ e ricorda alle nostre comunità l’universalità del messaggio evangelico”, ha spiegato don Cesena, precisando che “viviamo in una stagione della Storia umana in cui s’impone, sia in ambito ecclesiale che in quello civile, la cosiddetta emergenza educativa”. Secondo il direttore di Missio “si tratta di una sfida che riguarda l’Italia nel suo complesso, ma soprattutto le future generazioni, non foss’altro perché è proprio dall’educazione che viene la bussola per potersi orientare dentro il pluralismo esasperato della società contemporanea”. In questa prospettiva, ha affermato don Cesena, “l’educazione alla mondialità risponde a quanto auspicato dalla Cei nel prossimo decennio, in merito all’emergenza educativa e consiste innanzitutto nel formare, alla luce del Vangelo, particolarmente nei giovani, una coscienza aperta al valore sacrosanto della vita, solidale nei confronti dei poveri, consapevole dei processi di interdipendenza economica e di contaminazione culturale in atto, attenta all’impatto ambientale delle scelte operate dall’uomo, orientata verso nuovi stili di vita e il perseguimento di una maggiore giustizia a livello mondiale”. Dunque, l’educazione alla mondialità è un contributo formativo di altissimo valore, che dovrebbe entrare, sempre secondo don Cesena, “a pieno titolo nei programmi scolastici e catechetici, per far maturare il senso di appartenenza alla cittadinanza mondiale, per una crescita della fraternità universale tra Nord e Sud del mondo, tra le vecchie e le giovani Chiese”. Il direttore della Fondazione Missio ha pertanto invitato le agenzie educative nazionali, sia in ambito ecclesiale che civile, a fare tesoro del grande patrimonio offerto dal mondo missionario italiano che da sempre è in prima linea nell’offrire stimoli ed esperienze sul versante dell’educazione alla mondialità. “D’altronde essere cattolici sulle orme dei Re Magi - ha concluso don Cesena significa sentirsi cittadini del mondo”.