FOCSIV: nuove regole per la finanza internazionale
Promuovere la sostenibilità ambientale è l’VII° Obiettivo di Sviluppo del Millennio: su questo tema, Sergio Marelli, Segretario generale della Focsiv, ha rilasciato alcune dichiarazioni da New York, dove ha partecipato alla quarta consultazione di Alto Livello su “Finanziamento dello Sviluppo”, in vista del summit di settembre durante il quale l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dovrà valutare, a cinque anni dalla scadenza fissata per il loro raggiungimento, i risultati ottenuti in merito agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Ha dichiarato Marelli: << Le organizzazioni internazionali e la stragrande maggioranza dei Governi intervenuti a New York… hanno riconosciuto la necessità, tra l’altro, di perseguire fonti innovative di finanziamento come la tassazione delle speculazioni finanziarie, l’instaurazione di una moratoria per il debito estero dei Paesi più poveri, il miglioramento della qualità dell’utilizzo degli aiuti, la mobilitazione delle risorse nazionali, la conclusione con regole eque del negoziato in corso nell’Organizzazione Mondiale del Commercio e del rafforzamento degli aiuti per l’accesso al mercato dei paesi in via di sviluppo”.
COMUNICATO STAMPA
Marelli: “Più risorse per l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo e regole per la finanza internazionale per non compromettere definitivamente gli MDGs”
New York, 24 marzo 2010.
Si è aperta oggi la seconda ed ultima giornata della quarta consultazione di Alto Livello su “Finanziamento dello Sviluppo”, in vista del Summit di settembre durante il quale l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dovrà valutare, a cinque anni dalla scadenza fissata per il loro raggiungimento, i risultati ottenuti in merito agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDGs) sottoscritti da 182 capi di Stato e di Governo nell’anno 2000.
Da New York, dove si trova per seguire i lavori, Sergio Marelli, Segretario Generale della FOCSIV, sottolinea come “ancora una volta è chiara la dialettica tra i Paesi donatori e ricchi che invocano un concetto di aiuto ai Paesi poveri che vada al di là della cooperazione allo sviluppo e dell’Aiuto Pubblico allo sviluppo (Aps) e i Paesi del Sud del mondo che rincarano la dose nel ricordare ai primi come non abbiano mantenuto gli impegni assunti di stanziare lo 0,7% del loro Pil per l’Aiuto pubblico allo sviluppo”. Al riguardo, sottolinea Marelli “l’Italia è stata citata da più fonti, compreso il Segretario Generale OCSE, quale Paese che insieme alla Grecia da parte dei Paesi donatori rischia grandemente di presentarsi alla comunità internazionale senza le carte in regole”. Infatti, mentre Svezia, Lussemburgo, Danimarca, Olanda e Belgio hanno addirittura superato la percentuale dello 0.7% per l’Aps; Gran Bretagna, Finalndia e Irlanda stanno rispettando le scadenze assunte nei precedenti summit e conferenze stanziando circa lo 0.5% dei loro rispettivi Pil; e Francia, Germania e Austria si stanno comunque avvicinando alle percentuali fissate per questo 2010; l’Italia si presenta a questo ennesimo appuntamento con un bilancio per la cooperazione internazionale in diminuzione rispetto al misero 0.2% del 2008.
“La crisi non può essere addotta come scusa – dice Marelli -. Le organizzazioni internazionali e la stragrande maggioranza dei Governi intervenuti a New York hanno riconfermato la loro precisa volontà di giungere al Summit di settembre con una chiara riconferma degli MDGs e per rendere ciò possibile hanno riconosciuto la necessità, tra l’altro, di perseguire fonti innovative di finanziamento come la tassazione delle speculazioni finanziarie, l’instaurazione di una moratoria per il debito estero dei paesi più poveri, il miglioramento della qualità dell’utilizzo degli aiuti, la mobilitazione delle risorse nazionali, la conclusione con regole eque del negoziato in corso nell’Organizzazione Mondiale del Commercio e del rafforzamento degli aiuti per l’accesso al mercato dei paesi in via di sviluppo”.
Ciò che emerge dai dibattiti di questi giorni “è innanzitutto che lo stanziamento di risorse adeguate affinché l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo raggiunga lo 0.7% del Pil dei Paesi ricchi messo a disposizione della cooperazione con i paesi del sud del mondo e la regolamentazione della finanza internazionale - ricondotta al servizio dell’economia reale, anche mediante una profonda riforma delle Istituzioni multilaterali – restano le due condizioni preliminari per consentire una stabilizzazione economica necessaria ad una ripresa sostenibile dalla crisi dell’ultimo anno, senza le quali gli MDGs e l’intero sviluppo del pianeta saranno definitivamente compromessi”, conclude Marelli.
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