Giornata dei ragazzi Missionari

Scritto il 21 dicembre 2009

Come ogni anno si celebra il 6 gennaio, in occasione dell’Epifania del Signore, la Giornata dei Ragazzi Missionari, promossa dalla Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria- Poim. Lo slogan di quest’anno è “La buona notizia viaggia senza passaporto” e ricorda a tutti l’universalità del messaggio di speranza di Gesù. Per i bambini, gli animatori, i genitori, gli oratori e i gruppi di animazione che vogliono celebrare questa bella festa, i sussidi per l’animazione, il manifesto, l’immaginetta, il salvadanaio, sono scaricabili dal sito della Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria (www.poim.it/download.php).

GUARDANDO A COPENAGHEN ( E NON SOLTANTO)

Scritto il 18 dicembre 2009

Il rito vano dei vertici ci riporterà al Palazzo di Vetro?

Di questi tempi, ogni volta che si celebra in qualche parte del mondo un vertice in cui compare il termine ‘globale’, la rassegnazione sembra sempre prendere il sopravvento. Per carità, il fatto stesso che si affrontino questioni che hanno una valenza planetaria, come nel caso del summit di Copenaghen, è sempre indice di civiltà; pertanto è doveroso che la politica internazionale scenda in campo. Sta di fatto che col passare del tempo si avverte la sensazione che il copione sia sempre lo stesso: dispendioso e inconcludente rispetto alle attese della vigilia. Ma sì, una sorta di carosello di personaggi illustri e di dignitari capaci di discettare a dismisura e con toni altisonanti, ma a volte – quando lo ritengono utile – anche caparbi, ingegnosi e sregolati nel mistificare la realtà dei fatti, lasciando i buoni propositi nel cassetto, in nome di una loro presunta ‘ragion di Stato’. Insomma in questi giorni a Copenaghen tutti stanno avendo libertà di parola, agitando però la pretesa che l’interesse di parte venga fatto coincidere con quello dell’intero consesso delle nazioni, e senza perciò raggiungere, a tutt’oggi, un accordo capace di soddisfare le istanze vitali del nostro pianeta. E come al solito a dettare le regole del gioco, con sfumature certamente diverse, sono le grandi potenze in competizione le une con le altre.
Ma non è tempo di disfattismo, bisogna infatti premere perché la comunità internazionale esca dal letargo evitando ogni forma di temporeggiamento, anche perché è ormai evidente che la ‘globalizzazione’, in tutte le sue facce, ha davvero bisogno di ‘redenzione’. Ecco che allora la posta in gioco prim’ancora che essere ambientale, sociale, politica o economica, s’impone per i suoi indiscutibili risvolti etici e culturali.
Lo ha indicato in questi anni a chiare lettere il magistero sociale della Chiesa, da Giovanni XXIII a Benedetto XVI, anche se poi troppe volte le scelte concrete dei Grandi della Terra sono andate in ben altra direzione.
Prendiamo la questione climatica al centro del dibattito odierno. Tutti sanno che il nocciolo del problema è rappresentato dalle emissioni dei Paesi ricchi e che a pagare le conseguenze sono i poveri.
D’altronde il diritto al cibo, all’acqua, alla salute e a una dignitosa dimora rischiano di essere compromessi dai cambiamenti climatici se non si avrà il coraggio di mettere a punto delle strategie protese al bene di tutti e soprattutto vincolanti. A questo proposito gli
sherpa

impegnati dietro le quinte nella compilazione del documento finale di Copenhagen sono d’accordo nel definire la materia «ostica e complessa», soprattutto per le implicazioni di un testo esaustivo sulla riduzione delle emissioni di Co2, in un tempo peraltro in cui gli effetti della recessione si fanno ancora sentire su scala mondiale.
Viene allora spontaneo chiedersi se valga davvero la pena continuare a sprecare denari in questo modo discettando sulle ‘emergenze’ planetarie se alla fine della fiera tutto si risolve in una foto di gruppo o poco più. Non sarebbe più sensato se invece di organizzare queste manifestazioni itineranti in giro per il mondo le decisioni sui grandi temi del nostro pianeta fossero affidate direttamente dall’Assemblea generale dell’Onu? Una possibilità che certo passa per una riforma di questa istituzione affinché possano fare sentire la loro voce tutte le nazioni e non soltanto i ‘Grandi’.
Detto questo, vorremmo tutti che il vertice di Copenaghen fosse uno di quei momenti nella storia capaci di cambiare le sorti del pianeta. Serve d’altronde una risposta politica, a ciò che la maggior parte degli scienziati indica come non più rinviabile, con l’intento di elaborare il compromesso, inteso nella sua più nobile accezione etimologica: quella del ‘cum promettere’, cioè del promettere insieme un impegno di pace per il futuro atteso e sperato dai popoli.

padre Giulio Albanese

(tratto da Avvenire del 18 dicembre 2009)

Somalia: sei bimbi uccisi da una mina…

Scritto il 17 dicembre 2009

Quando ieri ho letto questa notizia, devo ammetterlo, mi si è stretto il cuore e ho provato al contempo un senso di forte indignazione. Sei bimbi tra i tre e gli 11 anni, quattro maschi e due femmine, sono morti in seguito all’esplosione accidentale di una mina. Questa tragedia, causata pare da un vecchio residuato bellico, è avvenuta lunedì pomeriggio a Balambane, un piccolo villaggio nel settore centro occidentale della Somalia, a poca distanza dalla frontiera etiopica. Stando a fonti giornalistiche locali, le piccole vittime stavano preparando il cibo con i genitori ed un altro fratellino, quando è avvenuta l’esplosione: i tre si sono miracolosamente salvati. Non v’è dubbio che questo agghiacciante fatto di cronaca non può essere considerato accidentale, non foss’altro perché l’intera Somalia oggi pullula di ordigni bellici inesplosi. D’altronde, considerando la situazione in cui versa questo Paese, è impensabile ipotizzare un’azione di bonifica; a meno che non si realizzi l’agognato processo di riconciliazione. La Somalia ha ormai raggiunto il punto di non ritorno e rappresenta l’emblema del fallimento, non solo per i vari governi che si sono succeduti dalla caduta del regime di Siad Barre nel 1991, ma per l’intero consesso delle nazioni che attraverso la diplomazia internazionale ha collezionato un’interminabile sfilza d’inenarrabili fiaschi. Ecco che allora questa terra, esposta a Oriente quasi fosse parte del puzzle geografico che lega a incastro la costa africana alla sponda yemenita, s’è trasformata nel tempo in una landa desolata dove oltre tre milioni e seicentomila persone sono costrette a vivere all’addiaccio, senza fissa dimora, dipendenti esclusivamente dall’aiuto umanitario. Un’umanità dolente sferzata anche dagli eventi naturali. Basti pensare che sarebbero almeno 16mila i disperati che hanno perso anche il poco che avevano a causa delle piogge torrenziali che in questi giorni si sono abbattute sulla Somalia meridionale. Un ciclone che si è abbattuto su una situazione già endemicamente grave. Le Nazioni Unite hanno lanciato il solito appello, lamentando la scarsità dei fondi a disposizione per gli interventi umanitari in questa parte del Corno d’Africa che rappresenta – è bene rammentarlo – la prima tra le nazioni più disastrate al mondo. Intanto, l’informazione nostrana, con poche e lodevoli eccezioni, continua a tacere le vicende somale, di una terra cioè legata a noi, prima, per le vicende coloniali e, poi, negli anni ‘50, per un’amministrazione fiduciaria in vista dell’indipendenza. Ormai è una consuetudine: per parlarne occorre la notizia del sequestro di qualche nostro connazionale, poco importa se per mano dei pirati o dei ribelli di questa o quella fazione. Altrimenti i morti ammazzati, come i bimbi di cui sopra, finisco inevitabilmente nel dimenticatoio. Ma bisogna pur tornare a riflettere sulla Somalia, linea di faglia tra Oriente e Occidente, che galleggia sul petrolio e dispone di giacimenti di uranio e gas che fanno gola a molti potentati stranieri. Organizzazioni malavitose, d’ispirazione jihadista e non solo, combattono per procura puntando al controllo di queste immense risorse minerarie. Dietro le quinte ci sono potentati occulti, che intrallazzano nei commerci illeciti più spregiudicati. Qualcuno penserà che certe cose non si possono scrivere in quanto la situazione in quel lembo d’Africa interessa a pochi ed è maledettamente complicata. Un alibi davvero misero. Ma le cancellerie internazionali che continuano a ignorare il lamento che sale dai popoli di questa periferia del mondo non hanno neppure questa fragile scusa. Continua, così, a generarsi un incessante esodo di profughi, molti dei quali sognano il raggiungimento della sponda europea del Mediterraneo, quasi fosse la metafora di una libertà mai avuta. Ma questa è un’altra storia.

padre Giulio Albanese

Presepe vivente missionario

Scritto il 16 dicembre 2009

Dopo la grande partecipazione degli scorsi anni, dal 27 dicembre al 2 gennaio, torna a Roma per la sua terza edizione il Presepe Vivente Missionario della Comunità Missionaria di Villaregia (Via Antonio Berlese 55, al 18° km della Laurentina, Roma), con nuovi obiettivi e nuove sorprese. Sempre l’Africa al centro del cuore dei missionari di Villaregia, che quest’anno destinano le offerte che arriveranno dai partecipanti a un progetto in Costa D’Avorio, per il sostegno dei centri sanitari a Yopougon, dove la Comunità ha una missione da oltre dieci anni. In questa zona la mortalità infantile è di 19,4 % tra i bambini che hanno meno di 5 anni e di 11,8% tra i bambini che hanno meno di un anno. Un’altra novità di questa edizione sarà la mostra di diversi presepi di tutte le dimensioni costruiti artigianalmente e con le tecniche più disparate. Ci saranno quelli in materiale riciclato ed ecosostenibile, quelli realizzati in cartapesta, quelli etnici provenienti dalle terre dal Brasile, dal Perù, dal Messico, dal Portorico, dal Mozambico e dalla Costa D’Avorio e quello costruito col legno degli ulivi di Gerusalemme. Ed ancora quelli artistici, i più grandi, di dimensioni due metri per un metro, con oltre 30 personaggi che indossano abiti cuciti a mano, e quelli più piccoli, come quello costruito in una castagna, o in una noce, o ancora in una conchiglia.

 

Per informazioni: Comunità Missionaria di Villaregia Tel: 06/5069069

Benedetto XVI, la Pace e il Creato

Scritto il 15 dicembre 2009

“Per questa XLIII Giornata Mondiale della Pace ho scelto il tema: Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato. Il rispetto del creato riveste grande rilevanza, anche perché la creazione è l’inizio e il fondamento di tutte le opere di Dio”. Arriva insieme agli auguri di pace a tutte le comunità cristiane, ai responsabili delle Nazioni, agli uomini e alle donne di buona volontà del mondo intero, il messaggio del Santo Padre per il primo gennaio 2010, Giornata Mondiale della Pace. Ricordando all’umanità tutti i beni naturali che Dio ha elargito, Benedetto XVI sottolinea l’importanza della “alleanza tra essere umano e ambiente, che deve essere specchio dell’amore creatore di Dio, dal quale proveniamo e verso il quale siamo in cammino”.

Leggi il testo integrale>>

Conferenza di Copenhagen: campagna Focsiv

Scritto il

Mentre si sta svolgendo il Vertice sul clima a Copenhagen che tenterà di dare delle risposte all’emergenza dei cambiamenti climatici, la FOCSIV, in rappresentanza di tutti gli Organismi  e le organizzazioni cattoliche aderenti alla Campagna “Target 2015: promuovere la sostenibilità ambientale”, sarà presente nella capitale danese la prossima settimana insieme alla delegazione internazionale della CIDSE. Si porterà avanti l’impegno della Campagna “Crea un clima di giustizia”, ed in particolare si consegneranno  tutte le firme raccolte in Europa e nel nord America affinchè si possa lanciare un segnale forte alle delegazioni nazionali. A consegnarle al Segretario Generale della Convenzione Onu sui Cambiamenti climatici, Yvo de Boer è stato l’arcivescovo Desmon Tutu. Mentre dopo la celebrazione ecumenica nella cattedrale di Copenaghen organizzata dal Consiglio Nazionale delle Chiese in Danimarca alla quale ha partecipato una delegazione internazionale dei promotori della campagna Poverty and Climate justice è stata la volta dell’International bell ringing, l’iniziativa di mobilitazione e sensibilizzazione che ha visto suonare 350 rintocchi di campane per tutte le confessioni religiose in tutto il mondo contemporaneamente alle 3 del pomeriggio ora locale a Copenaghen.

Un modo per riportare all’attenzione del dibattito civile la necessità di “azioni responsabili e di un impegno per uno sviluppo solidale; stili di vita sobri e rispettosi del Creato con l’obiettivo di tutelare il Pianeta e sopratutto i più poveri e le generazioni future” commenta il Segretario Generale della FOCSIV Sergio Marelli.

Per gli approfondimenti sulla campagna in Italia visita il sito http://www.climadigiustizia.it

 

COMUNICATO STAMPA

Campagna Poverty and Climate justice.

Marelli: “servono azioni responsabili per tutelare i poveri e le generazioni future”

Roma, 13 dicembre 2009.

Sono consegnate questa mattina il mezzo milione di firme raccolte nell’ambito della campagna internazionale Poverty and Climate justice coordinata dalla CIDSE (la rete delle agenzie di sviluppo della Chiesa cattolica in Europa e Nord America) e da Caritas Internationalis e promossa in Italia con il titolo Crea un clima di giustizia dalla FOCSIV insieme all’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro e a quello per la Cooperazione missionaria tra le Chiese della Conferenza Episcopale Italiana e insieme alle principali sigle dell’associazionismo cattolico.

Bujumbura: incontro dei missionari italiani in burundi

Scritto il 9 dicembre 2009

Nei giorni 23-27 novembre si è tenuto a Bujumbura l’incontro dei missionari e delle missionarie italiani presenti in Burundi, nel quadro di regolari riunioni che vengono promosse nei vari Paesi di missione da parte di Missio e degli organismi della CEI. Hanno partecipato oltre una trentina dei missionari sui 56 italiani attualmente presenti nel Paese. Tema centrale, il recente Sinodo per l’Africa: sull’argomento è intervenuto monsignor Joachim Ntahondereye, vescovo di Muyinga. I partecipanti hanno potuto riflettere sul momento attuale del Paese e sul contributo che sono chiamati a dare. Inoltre hanno potuto ascoltare un aggiornamento sul cammino delle Chiese in Italia, con particolare riferimento alla pastorale missionaria. Molto cordiali gli incontri con l’Arcivescovo di Bujumbura, Presidente della Conferenza Episcopale, e con il nuovo nunzio, monsignor Franco Coppola.

Dall’Italia hanno partecipato don Gianni Cesena, direttore di Missio, don Maurizio Cuccolo, direttore del CUM di Verona, don Amedeo Cristino, dell’équipe del CUM, e don Raffaele Donneschi del CMD di Brescia. Queste le loro conclusioni al termine dell’incontro: “In questo Paese, ancora provato dalle violenze e dalla guerra civile degli ultimi decenni, appare evidente la voglia di ricostruire la società su basi più solidali, anche se non mancano situazioni drammatiche di squilibrio e miseria. Nel frattempo è cresciuta una Chiesa ben consapevole dei suoi limiti, ma ricca di fede, di vocazioni, di vita comunitaria. I missionari si chiedono se in tale contesto è ancora utile la loro opera. Si tratta di una provocazione salutare: abbiamo conosciuto la dedizione piena di religiosi, religiose, fidei donum e laici per l’annuncio del Vangelo, l’edificazione delle comunità cristiane, la realizzazione della buona notizia in gesti e strutture a favore della salute, dell’educazione, del riscatto degli ultimi. Il Vangelo è vivo non solo tra chi ha ricevuto del bene, ma anche per chi l’ha servito obbedendo a una vocazione. Occorre restare non solo per contribuire alla ricostruzione del Paese, ma anche per proclamare il volto amico di Dio e il volto fraterno di Chiese che, pur lontane migliaia di chilometri, camminano insieme nel mostrare la Buona Notizia”.

Lo scambio già si avvera: tra i religiosi burundesi presenti in Italia ci sono anche le tre Suore della Congregazione di Bene -Maria, che operano nell’équipe del CUM di Verona.

Dio oggi. Con Lui o senza di Lui?

Scritto il

Dal 10 al 12 dicembre si svolgerà a Roma l’evento internazionale sul tema: “Dio oggi. Con Lui o senza di Lui cambia tutto”, organizzato dal Comitato per il progetto culturale della Conferenza Episcopale Italiana con il patrocinio del comune di Roma. Diverse le sedi dell’incontro internazionale: l’Auditorium Conciliazione (via della Conciliazione 4), l’università Lumsa (via di Porta Castello 44) e l’Hotel Columbus (via della Conciliazione 33). I lavori saranno aperti domani pomeriggio dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco presso l’Auditorium Conciliazione e proseguiranno con gli interventi del professor Andrea Riccardi, del cardinal Camillo Ruini e del filosofo Robert Spaemann.

Per informazioni sul complesso delle iniziative in programma: www.progettoculturale.it/questionedio

Premio volontariato internazionale 2009

Scritto il 4 dicembre 2009

Si terrà domani, 5 dicembre, alle ore 10.00, presso la Sala Arazzi, sede RAI di Viale Mazzini a Roma, la cerimonia di conferimento del Premio del Volontariato Internazionale 2009. Saranno premiati Marco Robella e Venusia Govetto, una coppia di volontari in Senegal con l’Organismo Associato CISV, impegnati l’uno nel settore del turismo responsabile, l’altra nella microfinanza. La FOCSIV ha scelto di premiare il loro impegno nei progetti in cui sono coinvolti, quale esempio emblematico delle sinergie che si possono sviluppare da un’opportuna integrazione tra cooperazione e immigrazione. L’evento, articolato su due momenti, sarà aperto dall’intervento di S.E. Monsignor Agostino Marchetto Segretario del Pontificio Consiglio dei Migranti e Itineranti, che precederà un dibattito sulla “Transnazionalità, come legame tra immigrazione e progetti di cooperazione”. Durante la cerimonia sarà proiettato il video di Stefano Belardini, A sud del fiume Senegal - Solidarietà formato… famiglia“, che racconta l’esperienza di Marco e Venusia, realizzato da FOCSIV e Segretariato Sociale RAI in collaborazione con il TG1, in Senegal.

Movimento Giovanile Missionario - Romero: un segno del sogno

Scritto il 3 dicembre 2009

mons-romero1Nell’ambito del cammino di riflessione missionaria per l’avvicinarsi del 30° anniversario del martirio di mons. Oscar Arnulfo Romero, la Consulta Missionaria Giovanile propone a tutti i giovani, quotidianamente impegnati nell’annuncio della Buona Notizia, il week-end di spiritualità missionaria (30 aprile- 2 maggio 2010) dal titolo “Romero: pastore, profeta e martire un segno del Sogno”. L’incontro si svolgerà a Rocca di Papa, presso il Centro di spiritualità Mondo Migliore, dove si rifletterà su quanto monsignor Romero è stato segno del Sogno e su quale Regno sognava di annunciare al suo popolo.

Oggi 3 dicembre festa di San Francesco Saverio, patrono delle missioni, sono aperte le iscrizioni sul sito web Missio Giovani sul sito dove e possibile trovare il programma e tutte le informazioni necessarie: http://www.mgm.operemissionarie.it/vis_news.php?id_art=546

Avanti »