SULLE ROTTE DEL MONDO

Scritto il 28 settembre 2009

Inizia oggi a Trento l’incontro dei Missionari in Africa “Sulle rotte del mondo” che si concluderà il prossimo 4 ottobre. L’evento organizzato dal Centro Missionario diocesano dell’Arcidiocesi di Trento e dalla Provincia autonoma, ha lo scopo di promuovere incontri con i missionari trentini presenti in aree diverse del mondo, a partire dall’Africa, dove sono circa 130. Durante la settimana dei lavori si cercherà di facilitare la conoscenza e lo scambio di esperienze tra missionari che affrontano problematiche simili tra loro, per farli conoscere alla popolazione della città, sensibilizzandola ai temi della mondialità e rinsaldando il legame tra i missionari e la loro terra di origine.

Rientrata in Italia la salma di don Ruggero, domani i funerali

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don-ruggero4La salma di don Ruggero Ruvoletto, sacerdote fidei donum della diocesi di Padova, è giunta ieri all’aeroporto Marco Polo di Venezia, accompagnato dalla sorella Luisa e da padre Stefano Moino, fidei donum della diocesi di Treviso, in missione in Brasile. Ad attenderlo le altre tre sorelle, i parenti, il vicario generale della diocesi di Padova, mons. Paolo Doni, il direttore del Centro missionario, don Valentino Sguotti e il delegato per il clero, don Giuseppe Zanon. In rappresentanza del comune di Padova, l’assessore Claudio Piron e  il sindaco di Vigonovo (comune di origine di don Ruggero), Leonardo Galenda accompagnato dall’assessore Alessandro Costanzo. C’erano poi il parroco di Galta, don Francesco Settimo e tanti tanti amici, alcuni missionari rientrati, le persone che per anni sono state al fianco di don Ruggero Ruvoletto in Centro missionario diocesano e che in questi giorni hanno seguito le complesse procedure per il rientro della salma che, prima di arrivare in Italia ha viaggiato da Manaus a Recife (sede del Consolato italiano) quindi Lisbona e poi Venezia.

Questa sera, alle ore 21, in Cattedrale a Padova, ci sarà una veglia di preghiera organizzata dal Centro missionario diocesano e presieduta da mons. Francesco Biasin.

Il funerale, presieduto dal vescovo di Padova, mons. Antonio Mattiazzo, si terrà martedì 29 settembre, alle ore 10 in Cattedrale; saranno presenti anche cinque vescovi provenienti dal Brasile. La salma proseguirà poi il suo percorso per Vigonovo e raggiungerà la chiesa di Galta (parrocchia di origine di don Ruggero Ruvoletto), dove alle ore 16, mons. Francesco Biasin presiederà una messa di commiato.

Dopo questo ultimo saluto don Ruggero verrà sepolto nel cimitero di Vigonovo.

Durante le esequie la Fondazione Missio sarà rappresentata dal suo direttore, don Gianni Cesena.

 

 

CONCLUSI I LAVORI DEL 6° CONVEGNO DEI CMD

Scritto il 22 settembre 2009

Una folta partecipazione, oltre 200 persone provenienti da tutta Italia, ha dato lustro e vivacità al 6° Convegno dei Direttori e collaboratori dei Centri Missionari Diocesani tenutosi ad Oleggio la scorsa settimana e presieduto da Mons. Luigi Bressan, Arcivescovo di Trento e presidente della Commissione Missionaria della CEI. La scelta di tenere il Convegno Missionario nella diocesi di Novara, è legata ad un anniversario importante: quarant’anni fa la Presidenza della CEI su proposta di Mons. Ugo Poletti, approvava lo statuto dei CMD, struttura ideata per favorire il coinvolgimento e la comunione di tutte le forze missionarie operanti nelle varie Chiese locali e dare così un nuovo impulso alla missionarietà italiana. Il Convegno si è articolato su diverse scansioni di lavoro in cui si è cercato di dare uno sguardo sul cammino fatto, riflettere sui cambiamenti avvenuti in questi anni per quanto riguarda l’impegno Ad Gentes ed infine ricercare nuove prospettive per le sfide future. Si è iniziato con una Tavola Rotonda dove don Rocco Maglie di Ugento (Lecce), Chiara Pallanti di Firenze e don Olivo Dragoni di Lodi, nonché per molti anni responsabile della preparazione alla missione dei sacerdoti diocesani del CEIAL di Verona, hanno ripercorso luci ed ombre che hanno caratterizzato l’evolversi dei CMD nelle diverse realtà territoriali d’Italia. A questa carrellata di memorie ha fatto seguito la celebrazione eucaristica di mons. Renato Corti che nella sua omelia ha ricordato ai CMD di essere coscienza critica per le comunità cristiane, avendo ben chiaro che l’animazione che essi devono svolgere all’interno delle singole realtà locali, deve essere incentrata essenzialmente sul messaggio evangelico, il rischio di essere solo delle agenzie della carità deve essere superato ricordando sempre l’orizzonte missionario a cui ogni Chiesa particolare deve continuamente tendere, pena l’inaridimento della sua pastorale. Mons. Francesco Beschi Vescovo di Bergamo, nelle sua relazione fondamentale ha illustrato come la crescita missionaria - sia personale che comunitaria – è indissolubilmente legata alla capacità relazionale dei singoli e dei gruppi, la gioia di vivere una fede che da senso alla vita diventa la strada privilegiata per condividerla con quanti ancora non la conoscono e il portare questa gioia in mezzo a culture e a Paesi che non conoscono il Vangelo, diventa non solo la risposta al mandato di Gesù di andare fino agli estremi confini della terra, ma anche il senso più vero della maturità di una fede vissuta ed annunciata. I lavori di gruppo, tenendo conto quanto detto al Convegno e basandosi su un precedente lavoro di verifica regionale, ha fatto emergere come sia importante lavorare insieme, formare mentalità, progettare l’animazione e mettere in atto la missione, non solo a livello geografico, ma soprattutto a partire dall’incontro con le persone. Un approccio antropologico ben chiaro ai Centri Missionari Diocesani che non si fermano certamente alla raccolta fondi per le missioni ma, oggi più che mai, cercano di leggere i segni dei tempi per migliorare e aggiornare il proprio servizio. Momento significativo per i convegnisti è stata la visita al Monastero Mater Ecclesiae dell’Isola di San Giulio, e l’incontro con Madre Canopi che ha offerto loro una riflessione in cui ha sviluppato lo stretto legame esistente tra la Missio Ad Gentes e la Vita Contemplativa. Suggestivi alcuni rilievi di Madre Canopi, come quello in cui ha illustrato come i monasteri siano stati per diversi secoli gli avamposti della missionarietà in Europa e come popoli interi siano stati conquistati alla fede cristiana proprio da monaci che condividevano la loro vita. La conclusione dei lavori è stata affidata a don Gianni Cesena, Direttore Nazionale di Missio, il quale ha con maestrìa raccolto e rielaborato l’immensa mole di riflessioni scaturite durante il Convegno. Don Cesena ha ribadito che oggi più che in passato alla comunità cristiana viene chiesto di vivere in prima persona la sua missionarietà, essa deve perciò appassionarsi alla vita delle persone, capace di far sorgere relazioni intense anche con chi è al di fuori delle mura della comunità ecclesiale, e questo sarà possibile non solo ricercando strade nuove per la missione nei Paesi del Sud del Mondo, ma mettendo in atto una profonda verifica del proprio modo di vivere la fede e testimoniarla con coraggio di fronte al mondo. Parlare di missione, raccogliere fondi ed eventualmente inserire qualche preghiera in più nell’intenzione dei fedeli, non basta certamente per dirsi missionari; occorre rimettersi in gioco, costruire comunità responsabili capaci di creare le condizioni affinché si sviluppi un’attenzione ed una sensibilità verso i Paesi poveri che vadano oltre la logica del “dare qualcosa” e soprattutto in epoca di globalizzazione, essere ponte tra culture diverse, attenti alle sofferenze dei più poveri. Durante il Convegno i Direttori dei CMD hanno all’unanimità sottoscritto un comunicato in cui prendono le distanze dalla recente normativa di legge dei respingimenti, un piccolo gesto ma dal grande significato, quello cioè di ricordare a tutti che i CMD si impegnano nel loro lavoro quotidiano di animazione a costruire un mondo dove la fraternità, la giustizia e la pace siano sempre al primo posto nell’agenda dei progetti pastorali.

m.b.

A proposito della morte di don Ruggero

Scritto il 21 settembre 2009

L’uccisione di don Ruggero Ruvoletto, sabato scorso a Manaus in Brasile, è l’ultima di lunga serie di uomini e donne che hanno dato la vita per la causa del Vangelo. Pertanto è doveroso chiedersi quale possa essere il valore aggiunto della loro vocazione rispetto ad altre professioni in cui la dimensione del pericolo è comunque evidente. Non sappiamo se la Procura di Padova aprirà un fascicolo per l’uccisione di questo missionario, freddato a pochi mesi dall’inizio dell’Anno sacerdotale indetto da Benedetto XVI, ma siamo certi che dal Cielo ha comunque perdonato i suoi aggressori. Don Ruggero, è bene rammentarlo, era un sacerdote tutto d’un pezzo, innamorato della missione, testimoniando fino in fondo il mandato di Cristo, in una stagione della storia umana, la nostra, in cui un po’ tutti vantano una sorta di diritto di proprietà sulla missione. Poco importa che si tratti di comboniani, gesuiti, salesiani, saveriani o fidei donum, tutti coloro che appartengono a queste realtà ecclesiali non ricevono mercede alcuna, la loro è una scelta di vita totalizzante e soprattutto vanno in giro per il mondo disarmati. Hanno fatto la scelta di vivere nelle periferie del villaggio globale - in Africa, in America Latina, in Asia o Oceania - prodigandosi per i poveri, senza peraltro che la madrepatria sembri accorgersene più di tanto. È gente che spesso rischia la vita, viene sequestrata o addirittura uccisa nel quasi totale disinteresse della grande stampa, a meno che le loro vicende non siano particolarmente legate ai temi che vanno per la maggiore, quale ad esempio il fondamentalismo islamico. Se da una parte è opportuno riconoscere le competenze e dunque il valore delle varie professionalità sul campo, al di là del fatto che s’indossi la divisa, si operi nell’ambito di un’operazione di peacekeeping o di un’organizzazione non governativa; dall’altra non è lecito fare di tutte le erbe un fascio. Vi sono diversi modi di interpretare la solidarietà a partire proprio dai valori ispiratori che possono prescindere o meno dalle indennità, dai contributi o da qualsiasi altra forma di agevolazione. Oggi il nostro Paese ricorda doverosamente, con commozione i militari italiani caduti giovedì scorso a Kabul. Come credenti è istintivo associarsi al cordoglio nazionale, ma vorremmo nella stessa circostanza ricordare anche il nostro don Ruggero e i suoi familiari che lo stanno piangendo. Eh sì, perché lungi da ogni polemica, forse a nessuno e mai venuto in mente di proporre la celebrazione dei funerali di Stato per i missionari e missionarie uccisi nell’adempimento del loro dovere, dando peraltro lustro, anche loro, al Tricolore con la propria testimonianza. Ma forse proprio per questo è giusto dire che sono missionari con la “M” maiuscola. E di loro come credenti e cittadini siamo fieri.

Padre Giulio Albanese

Il nostro ricordo di don Ruggero

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AI DIRETTORI DEI CMD

AI PARTECIPANTI AL CONVEGNO DI OLEGGIO

 

Carissimi e carissime,

solo poche ore dopo la conclusione del Convegno che ha visto riunite circa 200 persone impegnate nel servizio dei Centri Missionari Diocesani di tutta Italia, ci ha raggiunto la notizia dell’uccisione di don Ruggero Ruvoletto, sacerdote fidei donum in Brasile e già direttore del CMD di Padova e incaricato regionale del Triveneto.

Un dolore grave colpisce la famiglia di don Ruggero insieme alle Chiese di Padova e di Manaus, e ci troviamo uniti a loro in preghiera per meditare su questo evento alla luce della fede e della Parola di Dio.

Anche la grande famiglia missionaria italiana è colpita: don Ruggero offriva amicizia senza condizioni a tutti coloro che incontrava e molti di noi sono testimoni dell’affetto che hanno ricevuto e della competenza profonda e intelligente del cristiano, del prete, del missionario don Ruggero.

Se fosse stato a Oleggio ci avrebbe donato i frutti buoni delle sue riflessioni ed esperienze: di fatto non possiamo non riconoscere negli slanci, nei sogni e anche nelle incertezze del nostro cammino di avere ricevuto e di ricevere tuttora molto dalla sua passione evangelica.

Ci colpisce la crudeltà del trattamento riservato a don Ruggero, ma ci rassicura la certezza dell’incontro definitivo con il Dio-Amore che don Ruggero ha testimoniato in modo così completo ed eloquente ogni giorno della sua vita e preghiamo di fare tesoro di un dono così prezioso.

don Gianni Cesena

Ucciso missionario fidei donum a Manaus

Scritto il 19 settembre 2009

don-ruggero-ruvolettoSconcerto e dolore sono i sentimenti con i quali la direzione della Fondazione Missio ha appreso la notizia della tragica morte di don Ruggero Ruvoletto, sacerdote fidei donum in Brasile che in passato aveva ricoperto la carica di direttore del Centro missionario della Diocesi di Padova.  Secondo una prima ricostruzione dei fatti da parte della polizia, il missionario è stato fatto inginocchiare e poi due sconosciuti gli hanno sparato a sangue freddo. L’esecuzione è avvenuta attorno alle 7 ora locale di sabato (le 11 in Italia), nella sua parrocchia di Santa Etelvina, alla periferia di Manaus, nel nord est del Brasile. Prima di don Ruggero, un altro missionario padovano, padre Ezechiele Ramin, venne ucciso in Brasile nel 1985.  La direzione della Fondazione Missio esprime le più sentite condoglianze ai familiari di don Ruggero, nella certezza che la comunione dei santi è espressione del suo continuare ad essere laddove umanamente ci ha lasciato.

Comunicato dei Cmd italiani: no ai respingimenti

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6° CONVEGNO NAZIONALE DEI DIRETTORI E COLLABORATORI

DEI CENTRI MISSIONARI DIOCESANI

 

“NO AI RESPINGIMENTI”

 

 

Riuniti al 6° Convegno Nazionale, noi, la grande famiglia dei Centri Missionari Diocesani, preoccupati per una crescente mentalità xenofoba, coscienti della sofferenza e del dolore dei migranti, memori dell’esperienza dei tanti nostri avi italiani emigrati

 

DENUNCIAMO

la crudeltà di una legge che respinge i singoli o gruppi di migranti, senza prima aver dato loro la possibilità di chiarire la posizione personale, e quando è il caso, di chiedere asilo politico, in quanto provenienti da paesi in guerra o soggetti a regimi contrari alle libertà fondamentali o in condizioni di estrema miseria e di fame.

 

CHIEDIAMO

alle nostre comunità parrocchiali e alle nostre istituzioni locali e nazionali, che accanto all’ospitalità sostengano sempre il rispetto del diritto all’accoglienza dell’altro, contestando così una legge del tutto antistorica e profondamente antievangelica.

 

RICORDIAMO

che come cristiani non possiamo dimenticare che Maria e Giuseppe con il piccolo Gesù ancora i fasce, furono esuli accolti in terra straniera perché in fuga da un tiranno persecutore e che il Vangelo assicura il premio a chi accoglie lo straniero e condanna chi lo rifiuta.

 

“Ero forestiero e mi avete accolto”

quando mai Signore? “Tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me.” (Mt 25,43.45)

Di fronte alla chiarezza del Vangelo non possiamo invocare presunti valori cristiani per respingere chi cerca dignità e futuro!

Noi crediamo nell’unità della famiglia umana e c’impegniamo a costruire il Regno di Dio che è fraternità e comunione.

 Oleggio (NO) 16 settembre 2009

 

Direttori e collaboratori dei Centri Missionari Diocesani Italiani

 



 NELLE NOSTRE LINGUE DICONO LE GRANDI OPERE DI DIO (At 2,11)

 

 

Pum: Veglia di preghiera

Scritto il 18 settembre 2009

La Pontificia Unione Missionaria ha preparato una veglia missionaria per le religiose per celebrare l’inizio del mese missionario che si apre il 1° ottobre con la festa di Santa Teresa di Lisieux, Patrona delle missioni.

 

Il testo della veglia dal significativo titolo “Apostola anche tu” è scaricabile dal sito:

http://www.pum.operemissionarie.it/dettaglio_notizia.php?id_art=371

 

 

 

 

Incontro ad Oleggio (15-18 settembre 2009)

Scritto il 14 settembre 2009

Comincia domani ad Oleggio il 6° convegno nazionale dei direttori e collaboratori degli uffici e dei centri missionari diocesani intitolato “Nelle nostre lingue dicono le grandi opere di Dio”che si concluderà il 18 settembre prossimo. L’incontro farà il punto di 40 anni di pastorale missionaria nelle Chiese locali e tenderà a favorire lo scambio di esperienze, per verificare il cammino fatto e programmare passi nuovi. Gli interventi degli oratori sottolineeranno il ruolo degli Uffici e dei Centri Missionari Diocesani come ” luoghi e strumenti per promuovere la dimensione missionaria della Chiesa locale”. A tale scopo verranno anche suggerite proposte a sostegno del servizio dei Direttori e delle équipes perché il richiamo della vocazione ecclesiale alla missione sia servizio effettivo all’evangelizzazione.

18 OTTOBRE: Giornata Missionaria Mondiale

Scritto il 10 settembre 2009

Il 18 ottobre prossimo, si celebrerà l’83esima Giornata Missionaria Mondiale che per tradizione ricorre la penultima domenica del mese. In linea con lo slogan della GMM 2009: “Vangelo senza confini”, in tutte le diocesi italiane sarà ricordata la vitalità della missione che porta l’annuncio del Vangelo fino agli estremi confini della terra.

Per reperire i materiali per l’animazione pastorale realizzati da Missio- Pontificie Opere missionarie:

http://www.operemissionarie.it/?page_id=686

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