LA SCOMPARSA DI MONSIGNOR MUSARAGNO
Il fondatore del centro interculturale Giovanni XXIII, monsignor Remigio Musaragno è mancato la scorsa settimana. Di origini venete ma biellese di adozione, Musaragno si è spento a 82 anni. Da giovane avrebbe voluto tanto partire missionario per l’Africa ma in realtà, in Italia ha speso tutte le sue energie di sacerdote al servizio dell’evangelizzazione. Nel 1957, mentre svolgeva il suo servizio presso Propaganda Fide, in concomitanza con la pubblicazione dell’Enciclica “Fidei donum”, cominciò la sua attività in favore degli studenti stranieri in Italia attraverso l’Ufficio Centrale Studenti Esteri in Italia (UCSEI) con sede a Roma. Negli anni ’60 il raggio di attività si allarga a diverse città universitarie, come Torino, Milano, Bologna, Firenze, Perugina, Napoli, dove vengono aperte filiali in funzione finché le rispettive diocesi, sensibilizzate a questo settore di servizio socio-culturale e pastorale, assunsero in proprio questo compito. Nel 1970, a Roma apre i battenti il Convitto o Centro interculturale Giovanni XXIII, una casa di accoglienza per universitari “senza tetto” di una cinquantina di nazioni diverse (che in qualche periodo hanno rasentato la quota di duecento). Animatore per decenni di convegni e iniziative per la formazione degli studenti provenienti dal Sud del mondo, Musaragno ha speso le sue energie missionarie in favore dei giovani studenti considerati “soggetti strategici anche nel suscitare e sviluppare la fede cristiana nelle loro Chiese locali”.


